Knife Edge

Ebbene sì, lo confesso: anche il noto supereroe Vomitron Pirlinetor Trasformer, ovvero il disgraziato che ha scritto questa pagina, è uno dei cosiddetti "coltellofili". Sin da piccolo, con i multiuso svizzeri di mio padre (in verità copie cinesi), avevo un interesse, per così dire, maniacale: quando potevo, li volevo sempre studiare, osservare - ovviamente sotto controllo a vista dei miei genitori.
Ad ogni modo, c'è voluto del tempo per convincerli che ero (relativamente) sano di mente ed affidarmi uno di quei chiudibili (altresì definiti come "folder" o "serramanico", da non confondere con i coltelli a scatto), alla venerabile età di quattordici anni suonati...

Passa altro tempo, e pian piano inizio a farmi una cultura: il 99% del merito lo devo al forum della Coltelleria Collini di Busto Arsizio (tanto per fare pubblicità): leggendo e partecipando alle discussioni imparo parecchie cose su gli acciai utilizzati, le loro caratteristiche, la tempra delle lame, le marche più rinomate e via discorrendo.

Nello specifico, elenco qui di seguito qualche informazione che può essere utile a chi s'accinga ad acquistare un coltello, sia esso fisso o chiudibile:

Sintesi del diritto delle armi bianche di E. Mori
(Per gentile concessione della Coltelleria Collini)

Pugnali a doppio filo, stiletti, coltelli a scatto, spade e katane affilate sono armi bianche proprie e appaiono destinate all’offesa alla persona. Per esse è necessario possedere una licenza o almeno il Nulla osta per l’acquisto.

Coltelli intesi come strumenti da collezione, sportivi, da lavoro, destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, industriale e simili sono armi improprie e considerate utilizzabili per impieghi diversi che ne possano anche legittimare il porto, se effettuato per “giustificato motivo”.  Non occorre quindi alcuna licenza per l’acquisto.

Per "giustificato motivo" deve intendersi quello scopo del tutto lecito per cui la lama o lo strumento da taglio  viene portata con se dal cittadino durante lo svolgimento di attività nelle quali se ne possa ravvisare una qualche utilità. Il trekking, la pesca, la caccia, il campeggio, un utilizzo sportivo o lavorativo,  sono considerati "giustificati motivi" per  svolgere i quali viene concesso il porto del coltello, sempre che non si tratti di un arma propria.

Non esiste più il riferimento al dato oggettivo della lunghezza della lama (un tempo fissata nel massimo di 4 cm, le famose  quattro dita), per l’acquisto e il porto. Dovrà essere valutata, invece, la singola fattispecie in concreto e il "giustificato motivo".

Il porto è SEMPRE vietato per le armi bianche proprie e consentito invece per gli altri strumenti destinati a impieghi diversi. Di alcuni  oggetti atti a offendere (tipo manganelli, noccoliere, sfollagente o simili) non è consentito in alcun caso il porto fuori  dell’abitazione (all’interno della quale, invece, possono essere detenuti senza alcun onere di licenza), pur non essendo  qualificati come armi proprie. Quanto alle armi bianche antiche, inoffensive o da collezione, non esistono problemi particolari.

Per ciò che riguarda il trasporto delle armi improprie, dovrebbe pertanto bastare la precauzione di tener la lama assolutamente non pronta all’uso, magari impacchettata, in modo tale che sia evidente la volontà e l’intenzione di non  volersene servire durante il trasporto.

Si definiscono strumenti atti ad offendere (art. 4 L. 110/1975) attrezzi sportivi delle arti marziali (bastoni, bo-ken, iai-to, shinai, spade non affilate ecc.) in quanto possono procurare ferite anche se sono destinati ad altri scopi. Questi strumenti rientrano a tutti gli effetti nella categoria di armi improprie e sono liberamente acquistabili; possono essere trasportati solo per giustificato motivo, cioè per essere utilizzati per la loro destinazione primaria.

Gli strumenti atti ad offendere non vanno però confusi con le armi bianche (spade affilate, pugnali a doppio filo, baionette, coltelli a scatto, tirapugni, bastoni animati, mazze ferrate, manganelli, storditori elettrici) per i quali vige un'apposita legislazione.

Vendita o cessione di armi bianche

Il privato può cedere armi solo a persona legittimata ad acquistare e quindi munita di nulla osta all'acquisto o di porto d'armi. Occorre redigere una dichiarazione scritta congiunta con data ed ora in cui l'acquirente dichiara di ricevere l'arma. Chi cede deve denunziare entro il giorno successivo l'avvenuta cessione allegando la dichiarazione e la descrizione di legittimazione dell'acquirente.

E' assolutamente vietato ai privati acquistare armi bianche per corrispondenza.

Non si possono spedire armi ad un privato se questi non ha una licenza del Prefetto altrimenti l'acquirente deve recarsi fisicamente di persona ad acquistare l'arma o organizzare uno scambio tramite armerie.

Le parti del coltello


Tipi di acciai


Gli acciai da coltello fanno parte della categoria degli "acciai martensitici", ovvero leghe di ferro con una percentuale di carbonio considerevole, in genere compresa tra lo 0,2% e il 2% circa, percentuale sopra la quale si passa alla categoria delle ghise.
Questi acciai si possono a loro volta suddividere in altre due grandi categorie: acciai al carbonio e acciai inossidabili; questi ultimi hanno la caratteristica di contenere cromo nella lega,
che forma così una sorta di pellicola superficiale (detta "passivazione") che isola il ferro dall'ossigeno atmosferico, impedendone la corrosione.
Per avere una buona resistenza all'ossidazione, il cromo dev'essere in rapporto 1/12 rispetto al carbonio, (per ogni parte di C ne occorrono almeno altre 12 di Cr), se non sono presenti alliganti che si legano con il carbonio in luogo del cromo; in altre parole, in un acciaio che contiene buone percentuali di elementi carburigeni (come manganese, vanadio, ecc.), il cromo non si lega con il carbonio presente e può agire da passivante.

Gli acciai al carbonio inoltre si dividono in bassolegati (elementi nella lega in percentuale complessiva inferiore al 4%, carbonio escluso) o altolegati (elementi in quantità superiore al 4%).
L'elemento principale di questi acciai è il carbonio: un esempio di acciaio bassolegato è il C70, o AISI 1070, contenente sostanzialmente lo 0,7% di carbonio oltre a piccole quantità di elementi aggiunti per favorire la colata.
Vediamo brevemente quali sono gli elementi principali utilizzati nelle leghe ferrose da coltelleria:

-Carbonio:
L'elemento più importante, aumenta la durata del filo e la durezza; innalza l'elasticità e la resistenza a fatica all’abrasione;
-Cromo:
Aumenta la durezza, formando carburo di cromo, incrementa la resistenza all'ossidazione e la tenacità; in grosse quantità, riduce la resilienza.
-Cobalto:
In quantità importanti incrementa resistenza e durezza e permette di resistere alle alte temperature, oltre a moltiplicare gli effetti di altri elementi di lega.
-Manganese:
Aumenta la durezza, disossida e degasa il ferro durante la fusione; in larghe quantità diminuisce la fragilità.
-Molibdeno:
Innalza la tenacità, la capacità a indurire nella tempra e resistenza a fatica; aumenta la lavorabilità e la resistenza alla corrosione.
-Nickel:
Aumenta resistenza, durezza e resistenza alla corrosione.
-Fosforo:
In percentuale elevata riduce la fragilità;
-Silicio:
Incrementa la duttilità, l’elasticità, oltre a desossidare e degasare il metallo in fusione.
-Tungsteno:
Aumenta molto la resistenza e la durezza, formando carburi estremamente resistenti.
-Vanadio:
Incrementa la resistenza, la durezza e la resistenza agli urti; riduce la crescita granulare nella struttura cristallina del metallo.



Di seguito è riportata una tabella recante gli alliganti dei principali acciai utilizzati in coltelleria. Nell'ordine sono riportati il nome, le percentuali dei vari elementi nella lega, ed infine l'intervallo delle durezze entro cui è preferibile temprare e rinvenire il coltello.

Tabella acciai

A detta di molti, gli acciai al carbonio sono quelli con le migliori doti di taglio e resistenza meccanica; esempi comuni sono AISI 1050, 1070, 1095, CPM 3V, A2, O1, K720 (O2), L6, 5160. Tutti questi acciai sono soggetti all'ossidazione (in altre parole, arrugginiscono) se non curati adeguatamente, ad esempio tenendoli oliati o ricoprendoli con una pellicola di sostanza che isoli la lama dal contatto dall'aria (teflonatura, rivestimenti in nitruri, ecc.).
In virtù della loro resistenza a trazione, flessione e sforzi di vario genere si prestano alla costruzione di lame anche con dimensioni notevoli.


Esistono acciai che offrono elevata resistenza alla corrosione ma, contenendo poco carbonio, hanno scarso potere di taglio e risultano particolarmente facili da riaffilare: ne è un esempio il 420J2 (acciaio che personalmente non sopporto).
Una sua variante, conosciuta come 420HC o 420 MODIFIED, contenendo lo 0,5% di carbonio (oltre ad altri alliganti), risulta molto più performante della precedente nel taglio e nella tenuta del filo. Ne sono "parenti stretti" acciai noti come MA5M, X15T, 425, Sandvik 12C27, Sandvik 13C26; questi ultimi si distinguono per la maggiore purezza chimica, dovuta alla particolare cura prestata durante la fusione.

Un buon compromesso tra inossidabilità e potere di taglio è dato dagli acciai serie 440 (A, B, C); dei tre, il 440C è quello da preferirsi. Leghe alquanto simili sono il Bohler N690Co, che contiene una percentuale di cobalto (acciaio famoso per essere stato usato nei coltelli della ditta italiana "Extrema Ratio"), l'AUS 8 e l'AUS 10. Altri acciai della serie AUS (AUS4, 5, 6) hanno prestazioni simili al 420HC.
Infine, acciai molto performanti e utilizzati frequentemente sono ATS 34 e RWL34 (identici nella composizione, il secondo però è ottenuto per sinterizzazione), 154CM, VG10, CPM S30V; quest'ultimo attualmente è considerato uno dei migliori acciai inossidabili da coltelleria.

Esistono inoltre acciai speciali, come lo ZDP189, che pur essendo inossidabili, sono poco utilizzati a causa della loro notevole durezza  (64-65 HRc) che li rende potenzialmente soggetti a rottura anche con sollecitazioni relativamente deboli, pur consentendo una tenuta del filo invidiabile.

A proposito della durezza, spiego brevemente: un materiale molto duro è anche molto fragile e viceversa (es. il vetro, la ceramica). Per rendere più duro ed innalzare il punto di rottura dell'acciaio di una lama si effettua la tempra, che consiste nel riscaldare la lega ad una temperatura detta di "austenizzazione" (ovvero in cui il cristallo di ferro è sotto forma di austenite), in genere compresa tra 800°C e 1100°C a seconda del tipo di lega, e raffreddare bruscamente in acqua od olio il pezzo, trasformando il ferro in martensite, forma cristallina del ferro assai dura. Per ridurre la durezza si riscalda nuovamente il pezzo a temperature più blande, tra i 150 e i 350°C in base alla durezza che si intenda ottenere, e lo si lascia raffreddare lentamente. La durezza viene misurata con un apposito strumento, il durometro Rockwell. La durezza di una lama è quindi variabile in base all'acciaio e al rinvenimento, ma mediamente si può prendere come riferimento la durezza "pratica", ovvero quella che viene comunemente utilizzata nell'ambito della coltelleria. Di norma quindi si oscilla tra i 52 HRc (gradi Rockwell in scala C, utilizzata per materiali duri) di un 420J2, i 58HRc del 440C e i 60HRc di un ATS34. Per confronto, la durezza di un diamante è di 100HRc.

I
 miei coltelli
Come credo chiunque si avvicini al mondo delle lame, anch'io ho qualche "scheletro nell'armadio", ovvero qualche prodotto di scarsa qualità proveniente di solito dalla Cina; col tempo ho imparato a diffidare di questi e a preferire prodotti di marca, a volte anche italiana, che pur rimanendo in prezzi assai contenuti (sono uno studente, i soldi mica crescono sugli alberi neanche per me! :-), hanno qualità cento volte superiore alle "zozzerie" orientali, spesso tra l'altro frutto di copie di prodotti famosi occidentali.
Qui sotto, le foto dei miei "veri" coltelli: quasi tutti nell'ordine dei 25€ circa, l'unica eccezione è la pinza Swisstool X con i suoi 104€ di prezzo (che però, com'è intuibile, mi è stata regalata per Natale):
Victorinox Swisstool X, Victorinox Farmer, Victorinox Midnite Manager, Opinel n° 10, Mercury 980-1FS , Boker Magnum Bulldog

Dall'alto e da sinistra verso destra:
Pinza Victorinox Swisstool X; Victorinox Farmer; Victorinox Midnite Manager; Opinel N°10;
Mercury 980-1FS; Boker Magnum Bulldog.

Pinza Swisstool X

Pinza Victorinox Swisstool X - la scheda della Coltelleria Collini

Pinza Swisstool X - Utensili aperti

Utensili della pinza Swisstool X
1) Coltello;
2) Cacciavite a taglio, 10 mm;
3) Cacciavite a taglio, 7 mm, spellafili;
4) Apribottiglie, cacciavite a taglio 5 mm;

5) Apriscatole, cacciavite a taglio 3 mm;
6) Sega da legno;
7) Forbici;
8) Punteruolo;
9) Cacciavite Phillips #2;
10) Cacciavite a taglio 2 mm;
11) Lima.
Tutti gli utensili sono muniti di blocco (le levette visibili all'estemità destra servono a sbloccare gli utensili)

Victorinox Farmer, Victorinox Midnite Manager

Utensili del coltello Victorinox Farmer:
1) Apribottiglie-giravite
2) Punteruolo
3) Apriscatole
4) Sega da legno
5) Coltello
Scheda produttore
Utensili del coltello Victorinox Midnite Manager:
A) Giravite Phillips #1 - apribottiglie
B) Lima per unghie - Giravite 2 mm
C) Forbice
D) Biro (a scomparsa)
E) Temperino
(Non segnato) Led rosso, attivato premendo il logo
Scheda Coltelleria Collini

Magnum Bulldog, Mercury 980, Opinel N°10

Dall'alto al basso:

Magnum Bulldog Acciaio inox 440 Scheda Collini
Mercury 980-FS Acciaio Z50CD15 (simile al 420HC) Scheda produttore
Opinel N°10 AISI 1080 Scheda Collini

Affilatura, questa sconosciuta

Dopo un certo periodo di utilizzo, qualsiasi lama perde il filo per usura del tagliente e/o abrasione del metallo dal filo. Per l'affilatura io uso (in ordine, dalla più grossolana): una pietra ad acqua combinata, grana 240/360; una pietra ad olio grana 800; una pietrina in ceramica grana 1200; per lucidare a specchio il filo (utile per farsi letteralmente la barba, ma in generale per me non ha senso) pasta per lucidare all'ossido di alluminio stesa su cartoncino.
Generalmente mi basta affilare partendo dalla pietra grana 800 e rifinendo con la ceramica; questo poiché non utilizzo smodatamente le lame al punto di togliere completamente il filo - è più una "ravvivata" che non un'affilatura vera e propria.

Come affilare un coltello; spiegazione pratica (italiano): http://www.cibo360.it/cucina/scuola/strumenti/affilare_coltelli.htm
Video con dimostrazioni pratiche di affilatura (inglese):
http://it.youtube.com/watch?v=NcbkL8DSehI&NR=1


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